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Ciak,
1 giugno 1999
Stefano Lusardi
Non sempre una buona storia garantisce un buon film. Onore al merito,
dunque, ad Enzo Monteleone, che oltre ad offrirci una sempre più
rara boccata d'aria pura (leggi "intelligente") alla larga dai
soliti comici, ha lavorato con pregevole acume sia come sceneggiatore
che come regista. Nel primo caso ha saggiamente tradito la biografia di
Horst Fantazzini, concentrandosi su un solo episodio che riassume l'identità
del personaggio e l'amara assurdità della sua vicenda. Come regista
si è messo al servizio della storia, tenendo d'occhio un modello
eccellente come Quel pomeriggio di un giorno da cani, ma scegliendo
uno stile pacato, senza effetti, quasi colloquiale. Regalandoci un'immagine
inedita della realtà carceraria e finalmente credibile dell'Italia
anni '70. E offrendo al bravo Stefano Accorsi un'altra bella occasione
di crescita dopo Radiofreccia.
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