|
        
|
Remo Bassetti
Derelitti e delle pene
Carcere e giustizia
da Kant all’indultino
Editori
Riuniti
politica e società
pagine 384 € 19,00
BLOG
di Remo Bassetti
Il tema carcere
è tornato negli ultimi anni alla ribalta per le vicende di Tangentopoli,
il crescente sovraffollamento, il collegamento con la difficile gestione
della tossicodipendenza e dell’immigrazione clandestina, le civili
proteste dei detenuti di fronte all’allontanamento delle prospettive
di indulto periodicamente sbandierate.
Andando oltre la situazione attuale, ma offrendo tutti gli strumenti per
comprenderla, il volume si articola in tre sezioni distinte eppure complementari.
Nella prima, ripercorrendo criticamente le risposte alla domanda perché
punire, formulate da Kant in poi, sviluppa una nuova ipotesi sulla moralità
della reazione penale e, nel contempo, smantella la rete di ipocrisie
sottesa all’attuale sistema punitivo. Nella seconda, grazie anche
al supporto di materiali d’archivio, traccia una minuziosa e avvincente
storia della prigione in Italia dall’Unità ai giorni nostri,
costellata di furiosi scontri ideologici, burocratiche gallerie dell’orrore,
episodi grotteschi e drammatici. La terza parte è una collezione
di brevi monologhi, che l’autore ha raccolto sulla base di colloqui
effettuati nei piú importanti istituti di pena del paese: piú
che resoconto è pura narrazione, condotta sul filo di una tensione
linguistica che mira a restituire nello stile la frammentazione e l’isolamento
delle voci ascoltate.
Remo Bassetti, nato a Napoli nel 1961, vive e lavora a
Torino. Ha pubblicato Storia e storie dello sport in Italia (1999).
in
libreria dal 24 novembre 2003
***
da LE MONDE diplomatique - Marzo 2004
Istituzioni
totali
Derelitti
e delle pene. Carcere e giustizia da Kant all'indultino. Remo Bassetti.
* Editori riuniti Roma 2003, 19 euro
Alessandro
Mantovani
L'ambizione è considerevole, raccontare la sofferenza nelle carceri
italiane e al tempo stesso scardinare luoghi comuni e ipocrisie che si
annidano nelle premesse filosofiche e giuridiche del sistema penale.
Derelitti e delle pene - Carcere e giustizia da Kant all'indultino prende
le mosse dalla crisi del carcere nel nostro paese - che si riflette nei
dibattiti periodici quanto sterili sul sovraffollamento - per suggerire
una riflessione a tutto campo. E propone un contributo colto e originale,
tutt'altro che ideologico, che investe i fondamenti stessi della potestà
punitiva e della criminologia, invitandoci a tornare alla domanda «perché
punire?» e a non accontentarci delle risposte via via formulate
dalla civiltà occidentale.Alla prima parte, dedicata alla «pena
pensata», segue la seconda, storica, sulla «pena applicata».
Bassetti ripercorre le vicende drammatiche e talvolta bizzarre delle carceri
dall'Unità d'Italia al fascismo e alla repubblica, fino alla stagione
delle rivolte, alle riforme degli anni 70 e 80 e ai loro successi e fallimenti.
Il libro offre al lettore gli strumenti fondamentali per comprendere l'ordinamento
penitenziario e le problematiche più attuali: le pene alternative,
il 41 bis, l'inferno del lavoro e della sanità in carcere e la
burocrazia grottesca e asfissiante.
La terza parte, «la pena vissuta», è una galleria di
brevi monologhi molto intensi, tratti dagli incontri dell'autore con una
trentina di detenuti (e una guardia carceraria): immagini della loro vita
dietro sbarre e cancelli, incubi e sogni, luci e colori da un mondo senza
luce. È un libro di denuncia, un libro contro il carcere perché
ne evidenzia gli aspetti di normale mostruosità, ne mette in discussione
scopi e natura. E forse risulta efficace e interessante anche perché
Bassetti, come spiega lo stesso autore nell'introduzione, non è
un addetto ai lavori (di professione fa il notaio) né era mosso,
almeno all'inizio del suo «viaggio», da particolare sensibilità
verso i detenuti. Si definisce «un borghese medio», confessa
di aver cominciato a ragionare sul carcere solo quando ci sono finiti
gli imputati di Tangentopoli, così simili a lui e così diversi
dalla generalità dei carcerati. Da lì ha cercato di andare
a vedere da vicino, senza pregiudizi, restituendoci un severo atto d'accusa
contro un sistema che infligge dolori indicibili nella sostanziale indifferenza
verso le vittime dei reati.
|