da "Boxer" settimanale di satira - n° 69 - 17/7/1998 di Geraldina Colotti Il giocattolo dell'Arma Al Gabbio è quasi un monumento nazionale. Infatti,
dei suoi 58 anni, ne ha macinati trenta di galera, dentro e fuori i confini
dello Stivale. E altre condanne, collezionate facendo rapine con pistole
giocattolo e saltando su e giù dai muri di cinta, continuano a
fioccare. Perciò, con i mitici sconti di pena (tre mesi l'anno
piacendo a dio, al giudice e al carceriere) uscirà dopodomani di
prigione: esattamente nel 2022, alla pimpante età di 82 anni. Poi,
in cambio di tutte le pistole giocattolo che gli hanno sequestrato, forse
riceverà in premio un Tamagotchi, più la dentiera usata
dell'Abate Faria, per sfoderare anche nella tomba il suo sorriso da rapinatore
gentiluomo. Già, perché Horst Fantazzini la sua caterva
di rapine l'ha fatta tutta in punta di rosa. O di biglietti di scuse,
ogni volta che spaventava qualche impiegata. Anche per questo, da allora,
ha cominciato a credersi brutto. Infatti, prima di farsi vedere a colloquio
dalla sua attuale fidanzata (con cui amoreggiava a penna o a matita) ci
ha messo un bel po'. Tanto, col suo fine pena, di tempo ne ha. A dire
il vero, più che rapine, quelle di Horst sono stati un recupero
crediti nell'Italietta della ricostruzione. A quel tempo, infatti, con
i soldi che il non ancora bandito diciannovenne e sua moglie guadagnavano,
riescono a malapena a regalare al figlio una pistola ad acqua, che intenderebbero
usare anche come ciuccio. Per questo, il giorno che il giovane Horst si
accorge che la pistola non spruzza, decide di protestare. E si dirige
verso il negozio di giocattoli, per farsela cambiare. Per strada, però,
lo assalgono i pensieri. In particolare, deve decidere se, nella stanza
in cui vivono, la cassa da imballaggio - unico mobile che possiedono -
debba essere utilizzata come tavolo o come culla per il bambino. Per questo,
senza accorgersene, anziché nel negozio di giocattoli, entra in
un ufficio postale e mostra la pistola difettosa all'unico impiegato.
Con suo stupore, viene immediatamente risarcito: in meno di cinque minuti,
più di un anno di stipendio di lavoratore. Con quello, compra un
vestitino alla moglie e una stufa economica, poi "prende a prestito"
una seicento a un proprietario ignaro, carica lei e il bambino e, da Bologna,
decide di portarli al mare. Ma viene fermato prima e imbocca l'onda di
cemento del Gabbio nazionale. Il primo tuffo gli costa quattro anni, poi
esce, riprende a lavorare, ma anche a litigare con la moglie, che lo lascia,
portandosi via il bambino. Affranto, Fantazzini raccoglie da terra la
pistola giocattolo del figlio - unico ricordo conservato - e si dirige
al bar, dove intende ripensare al tutto dopo una solenne bevuta. Sennonché,
anche questa volta, entra con la pistola giocattolo nel posto sbagliato,
dove il solito impiegato occhialuto gli consegna il bottino della giornata.
Nuovamente arrestato, viene condannato a due anni da scontare in una colonia
agricola. Nel frattempo sua moglie ha un altro figlio ma, terrorizzata
all'idea che suo marito regali anche a lui una pistola giocattolo, non
intende farglielo vedere. Nel frattempo, la mamma di Horst muore. Lui
chiede il permesso per andare ai funerali, ma gli viene negato. Perciò,
quando gli mancano tre mesi al fine pena, scappa. Non trova la strada
giusta per il cimitero e finisce in Francia dove, per convincere la moglie
a raggiungerlo, decide di rimandarle indietro la pistola giocattolo, tenuta
per ricordo. Purtroppo però, entrando nell'ufficio postale per
spedire la pistola, non riesce a farsi capire e, a forza di gesticolare,
gli impiegati pensano che li voglia rapinare e gli consegnano il denaro
senza protestare. Naturalmente viene catturato e condannato ad altri quattro
anni in una delle peggiori carceri francesi (da quelle parti c'hanno la
"grandeur" e non scherzano). Durante un processo cerca di scappare,
ma viene ripreso, mentre dall'Italia lo condannano in contumacia per tutte
le rapine compiute dai tempi di Diocleziano in poi. In totale, 22 anni
più viaggio premio, a carico del governo francese, che lo estrada
nel carcere di Fossano. Siamo nell'anno di disgrazia 1972.
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