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Articoli
da "Carta"
settimanale, 2-8 ottobre 2003
"L'ozio | Happening" rubrica di Pablo
Echaurren
Pralina
Tuttifrutti e il "suo" Horstacchiotto
Una mostra
della artista, pittrice e scrittrice dadaista, Patrizia Diamante, che
narra un amore ma anche le vicende rocambolesche del "bandito gentile"
Horst Fantazzini, anarchico bolognese morto in carcere alcuni anni fa
"FERMI
TUTTI questa è una Pralina!". E’ la frase perentoria
con cui Patrizia Diamante, alias Pralina Tuttifrutti, di solito si annuncia
al mondo. Pralina, fondatrice del Partito Groucho Marxista d'Italia, devota
del sangue delle SS. Mestruazioni, membra storica dell'Associazione per
lo Sbattezzo, inflessibile ridicolizzatrice di ogni retorica pletorica,
vignettista, ceramista, decoratrice, scrittrice, pittrice e chi più
ne ha più ne metta, in questi giorni espone a Firenze i suoi dipinti
assieme alle cartoline dei mail-artisti che hanno partecipato al progetto
"Bandito in bicicletta".
La mostra di Pralina è un modo di "festeggiare" [si fa
per dire] l'uscita del suo libro su Horst Fantazzini, di celebrarne la
memoria, di serbarne la sofferenza, di trasformarla in presa di coscienza
collettiva che la galera non migliora, non sana, non è una misura
risolutiva, ma è tragicamente a usura d'uomo.
L'ultimo colpo di Horst Fantazzini è il titolo del romanzo manzo
di Patrizia "Pralina" Diamante [collana Eretica - Stampa Alternativa].
E' il racconto dell'ultima storia d'amore vissuta tra la cattività
in carcere e semi-libertà di Horst Fantazzini, anarchico bolognese
che negli anni Sessanta assurse agli onori della cronaca come "il
bandito gentile" per le numerose rapine in banca compiute con una
pistola giocattolo e modi cortesi, inattesi, ironici. Una volta, saputo
dalla stampa che un'impiegata, a causa della sua bravata, aveva avuto
un lieve malore, inviò alla malcapitata un mazzo di fiori con le
più sentite scuse per la paura arrecata.
A seguito di un'appassionata campagna nazionale, dopo tren'anni di dura
detenzione, di rivolte, di evasioni, Fantazzini ottiene i benefici della
legge, di giorno può finalmente uscire di prigione. Per farlo,
è costretto ad accettare un lavoro che gli sta stretto, che non
gli permette di dimenticare la sua "vocazione" di rapinatore.
Fatto sta che si convince a un nuovo colpo in una banca, nel centro di
Bologna, una colpo maldestro, abortito prima ancora di cominciare, un
colpo concepito alla buona, alla carlona, alla sanfason.
Non riesce neanche a entrare nella filiale, a oltrepassare la porta elettronica,
scappa in bicicletta e, dopo pochi metri, viene riacciuffato. Rientra
in carcere consapevole di essersi giocato le poche ore di libertà
quotidiana, ovvero la vita che val la pena di essere vissuta. Dopo cinque
giorni muore.
Crazy Horst, Horstacchiotto, ErHorstrato, dategli il nomignolo lucignolo
che volete al vostro anti eroe, ma leggete questa storia di amore e detenzione,
di passione e separazione, di ricongiunzione e disperazione, condotta
con un tono di assoluta levità, senza alcuna concessione alla pietà,
alla facile compassione.
Questa non è una recensione, ma neanche una recinzione ordinata
di pensieri o un'orazione funebre, è solo un atto d'affetto nei
loro confronti.
"Sciamana & Pittrice", quadri di Pralina, "Bandito
in bicicletta" mostra internazionale delle opere di Arte Postale
in memoria di Horst Fantazzini, ambedue fino al 15 ottobre alla Galleria
D.E.A., via Borgo Pinti, 42/R, Firenze, tel. e fax 055 - 2342238
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