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Poesie
di Horst
PUNTI
DI VISTA
di Horst Fantazzini
• Dal punto di vista di un verme solitario, un piatto di spaghetti
è un baccanale.
• Dal punto di vista di Ippocrate e Paracelso, esisteva una malattia
chiamata indigestione, ma non esisteva una malattia chiamata fame.
• Dal punto di vista degli abitanti Cardona, Totò Zaug, che
portava gli stessi indumenti in estate e in inverno, era un uomo ammirevole
perché non pativa il freddo. Lui non diceva mai nulla, ma di freddo
ne aveva, solo che non possedeva un cappotto.
• Dal punto di vista del gufo, del pipistrello, del bohemien, del
ladro e di Pralina, il crepuscolo è l'ora della prima colazione.
• Dal punto di vista dell'autoctono, è il turista ad essere
pittoresco.
• Se la genesi fosse stata scritta dal punto di vista di Eva, avrebbe
iniziato col chiarire che lei non nacque da nessuna costola, non conobbe
alcun serpente, non offrì mele a nessuno e dio non le disse mai
che avrebbe partorito con dolore e che suo marito l'avrebbe dominata e
che tutte queste dicerie erano le bugie che Adamo raccontò alla
stampa.
• Dal punto di vista di un popolo malato, che senso ha la moneta
sana?
• Dal punto di vista di S. Giuseppe, che era l'unico ad avere il
muso lungo in quel presepe dove il bambino Gesù, appena nato, risplendeva
nella sua culla di paglia e tutti sorridevano: la vergine Maria, gli angioletti,
i pastori, le pecore, il bue, l'asinelli, i re Magi e la stella che li
aveva guidati. Tutti sorridevano meno lui che, cupo, mormorò: "Io
volevo una bambina!"
1997
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