|
        
|
Dal Resto
del Carlino, cronaca di Bologna, Venerdì 28 dicembre 2001
La
storia. Horst Fantazzini, rivela l'autopsia, ucciso da un aneurisma
all'aorta. Il ricordo del suo professore di grafica alla Dozza
"POTREI
SCAPPARE QUANDO VOGLIO..."
Dicevano
che avesse il cuore tenero, Horst Fantazzini, il "bandito gentiluomo"
simpatizzante delle Br, anarchico tutto d'un pezzo. Era capace di agire
fuori dalla legge, il bandito degli anni '60, questo sì, ma non
di fare del male alle persone. Proprio così, dicevano di lui.
A ucciderlo, e non ci sono dubbi, è stato un aneurisma addominale.
Lo ha stabilito ieri pomeriggio l'autopsia eseguita dal medico legale
Anna Vercelli. A tradire Fantazzini è stata l'aorta, null'altro,
nessun mistero dietro la sua scomparsa. Una settimana fa la polizia l'aveva
sorpreso mentre tentava un colpo alla Banca agricola mantovana di Porta
Mascarella e per lui s'erano spalancate di nuovo le patrie galere. Forse
non ha retto al peso di un futuro in cella. L'ha ucciso lo stress, in
gabbia non ci voleva più stare il bandito gentiluomo. Aveva 62
anni.
Mario Mattei, professore del Cefal, l'insegnante di Fantazzini alla Dozza
per ben due corsi di estetica e grafica pubblicitaria, lo ricorda come
un allievo modello. Horst era l'unico, tra i detenuti che partecipavano
alle sue lezioni, a fare tutti i compiti. Era l'unico a non voler perdere
mai un'ora di corso.
"Mi colpì molto - osserva oggi quasi con malinconia Mattei
- l'estrema considerazione verso di me e l'umiltà che aveva nell'apprendere.
Faceva sempre più del dovuto. Era intelligente, caparbio, bene
educato. Ho faticato a credere a questa sua ultima sciocchezza, e mi dispiace.
Un giorno mi disse che pur di non perdere la mia lezione avrebbe fatto
spostare il colloquio coi suoi familiari. E rinunciare a un incontro in
galera, credetemi, non è un sacrificio da poco. Lui mi stimava,
io stimavo lui".
"Lo ricordavo col codino - dice ancora il professore - poi un giorno
me lo vedo arrivare rasato a zero. Ci mettiamo a parlare. Da qui non si
scappa, gli dissi filosofando sulla vita. E lui, girando gli occhi, rispose
subito che in realtà lui se ne sarebbe potuto andare quando voleva.
"Non mi conviene andarmene da qui, professore. Scappare non mi interessa
- mi disse - ma volendo sarebbe un gioco da ragazzi". Poi si mise
a ridere.
B.M.
|